Fra i soggetti che hanno dato l’adesione alla proposta di dare vita ad una Campagna di Mobilitazione Unitaria CONTRO LE AREE DI LIBERO SCAMBIO E PER IL DIRITTO AL CIBO DI CHI LO PRODUCE E CHI LO CONSUMA, vi è il SIFUS – CIAS, organizzazione sindacale dei lavoratori dipendenti del comparto agricolo e agroalimentare che, peraltro, era presente a Milano il 9 gennaio nella mobilitazione dei trattori da dove ha annunciato l’adesione e il sostegno. Maurizio Grosso, segretario confederale del SIFUS – CIAS, commenta il risultato del voto al parlamento Europeo che ha bloccato l’accordo con il Mercosur, ha riconosciuto il ruolo del COAPI ed annunciato la loro adesione alla campagna di ulteriori inizia. Quello che segue è il comunicato stampa del SIFUS che, fra l’altro, ha aderito alla riunione del 23 gennaio proposta dal COAPI per valutare come andare avanti nella mobilitazione
SIFUS CIAS – STOP DELL’EUROPARLAMENTO AL MERCOSUR: UNA VITTORIA DELLA MOBILITAZIONE AGRICOLA, MA LA BATTAGLIA NON È FINITA. GROSSO: COAPI È STATO DETERMINANTE.
Roma 21-01-2026 – ll voto dell’Europarlamento che rinvia l’accordo commerciale UE–Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione europea rappresenta un passaggio politico di grande rilievo per il mondo delle imprese agricole, per tutti i lavoratori agricoli e per i consumatori.
Con una maggioranza risicata ma determinante, l’Aula di Strasburgo ha sospeso la ratifica finale dell’intesa, accogliendo le forti preoccupazioni espresse dagli agricoltori, dalle organizzazioni di categoria che hanno rivisitato la loro posizione e da COAPI.
Hanno votato a favore del rinvio alla Corte di Giustizia – congelando di fatto l’accordo – gli eurodeputati della Sinistra UE, la maggioranza dei Verdi, i Patrioti per l’Europa e una parte significativa di PPE, Socialisti e Liberali, soprattutto delle delegazioni nazionali di Francia, Polonia, Romania e Grecia, segnate da forti pressioni dei settori agricoli.
Si sono invece espressi contro il rinvio, sostenendo la rapida attuazione dell’accordo, i Socialisti UE, la maggioranza dei Liberali, ampie parti del PPE e le delegazioni di Italia, Germania e Spagna, in linea con la posizione della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che ha definito il voto parlamentare “ingiustificato e dilatorio”.
Secondo il SiFUS CIAS, questo risultato non è frutto del caso, ma il diretto effetto di una mobilitazione ampia, trasversale e determinata che ha attraversato l’Europa nelle ultime settimane e che in Italia ha visto COAPI in prima fila.
“È un segnale politico chiaro: quando il mondo agricolo si unisce e lotta dal basso, le istituzioni sono costrette ad ascoltare”, dichiara Maurizio Grosso, Segretario Generale del SiFUS CIAS.
“Va dato atto alle iniziative di lotta promosse da COAPI, che hanno avuto il merito di portare le ragioni del NO al Mercosur al centro del dibattito europeo, dando voce alle preoccupazioni reali delle imprese agricole , dei lavoratori agricoli e dei consumatori.”
Il rinvio alla Corte di Giustizia UE apre ora una fase di verifica giuridica sulla compatibilità dell’accordo con i Trattati europei, in particolare sul rispetto del principio di precauzione, degli standard ambientali, sanitari e sociali e dell’autonomia normativa dell’Unione.
Tuttavia, la posizione del SiFUS CIAS resta nettamente contraria all’accordo Mercosur, nel merito e nel metodo.
“Siamo certi – afferma Grosso – che questo accordo, come altri già subiti in passato, produrrebbe danni enormi e irreversibili all’agricoltura mediterranea, fino a rischiarne la progressiva scomparsa. Non può esistere alcun meccanismo di compensazione quando i danni sono certi,enormi ed inevitabili. Non ha alcun senso parlare di ristori per una categoria che vive in un mercato che verrebbe invaso da prodotti apparentemente simili ai nostri, ma coltivati a prezzi stracciati.” Secondo il SiFUS, infatti, la concorrenza sarebbe strutturalmente sleale: prodotti ottenuti con l’utilizzo di fitofarmaci e sostanze chimiche vietate in Europa, con standard ambientali più bassi e con manodopera sottopagata, spesso priva di tutele sindacali e sociali, finirebbero per distruggere il tessuto produttivo agricolo italiano ed europeo.
“Questo non è libero scambio, è dumping sociale, ambientale e salariale”, prosegue Grosso.
“In queste condizioni l’agricoltura mediterranea non può competere e non deve competere. Difendere il lavoro agricolo significa difendere la qualità, la sicurezza alimentare, l’ambiente e la dignità dei territori.”
“Quella di Strasburgo è una vittoria parziale, non definitiva”, conclude il Segretario Generale SiFUS.
“Ora serve mantenere alta la mobilitazione e continuare la pressione politica affinché nessun accordo commerciale venga imposto sacrificando l’agricoltura mediterranea, il lavoro e il futuro delle comunità rurali.”
Il SiFUS CIAS conferma quindi il proprio impegno al fianco delle iniziative di lotta promosse da COAPI e del mondo agricolo europeo, contro accordi che mettono il mercato prima delle persone e dei territori.
L’ufficio stampa sifus cias



