Sono in corso i lavori di preparazione della mobilitazione annunciata dal COAPI a Roma per il 6 e 7 marzo, Oggi, 16 febbraio, viene diffuso il programma della due giorni, con il volantino e il manifesto di convocazione. Nel sito del COAPI sono pubblicate le adesioni che stanno arrivando e la prima agenda che sarà integrata e specificata ulteriormente in funzione delle diverse proposte che le realtà sociali stanno proponendo, Il sito verrà aggiornato in tempo reale con ogni info utile nei prossimi giorni sia con le info organizzative e sulla partecipazione sia sulle attività in preparazione
6-7 MARZO: I TRATTORI ENTRANO A ROMA E INCONTRANO I CITTADINI. IL CIBO NON È UNA MERCE
Roma si prepara ad ospitare l’incontro fra gli agricoltori e i pescatori del “Movimento dei trattori” che dall’inizio del 2024 sta continuando a sviluppare mobilitazioni e denunce contro la crisi, realtà sindacali e sociali delle altre categorie produttive della piccola e medie impresa, dei lavoratori e delle associazioni, movimenti di cittadini.
Il 6 e 7 marzo 2026 i trattori provenienti da nord, sud ed est del Paese entreranno nella Capitale per la Mobilitazione Nazionale promossa dal COAPI – Coordinamento Agricoltori e Produttori Italiani, insieme ad associazioni di agricoltori, pescatori, braccianti e cittadini.
“Non veniamo a Roma per fare folklore. Veniamo a difendere il diritto al cibo, il reddito di chi produce e la sovranità alimentare del Paese. Il cibo non è una merce di scambio nei trattati commerciali”, dichiara il COAPI.
Il 6 marzo i trattori confluiranno nella zona Ardeatina e faranno il loro ingresso in città con una prima marcia pubblica di trattori; sarà solo il primo passaggio di una serie di iniziative della giornata che culmineranno la sera con un incontro pubblico di lancio della Campagna Nazionale contro le Aree di Libero Scambio (in particolare contro l’Accordo che le classi dirigenti di governo europee vorrebbero comunque imporre nonostante il Parlamento Europeo abbia votato per rinviarlo alla Corte di Giustizia Europea)
Il 7 marzo la mobilitazione proseguirà con una manifestazione/evento a Piazzale Ostiense, dove agricoltori, lavoratori della pesca, braccianti e cittadini daranno vita a un momento pubblico di confronto, azione e proposta. Diverse le iniziative previste fra le ore 11 e le 15: fra queste, un incontro di sindaci (fra i tanti che hanno sostenuto le ragioni del movimento in questi anni), testimonianze, azioni, collegamenti con un incontro parallelo in sud america dove gli agricoltori si stanno opponendo all’accordo UE-Mercosur, una assemblea sui tre punti posti a base della manifestazione: la richiesta di interventi straordinari per salvare le piccole e medie aziende dell’agroalimentare e il lavoro, il NO all’accordo con il Mercosur e la richiesta che il Diritto al cibo (a produrlo ed a consumarlo come dicono i documenti di convocazione).
Alle 14.30 dopo aver condiviso il cibo contadino in Piazza, in Assemblea pubblica sarà adottata la risoluzione finale su cui verrà l’agenda comune delle iniziative nei prossimi mesi.
Sarà una mobilitazione ampia, organizzata e determinata, che porterà al centro dell’agenda politica nazionale la crisi del settore primario e il tema della sovranità alimentare e soprattutto che ha un primo obiettivo chiaro: smascherare il racconto per cui “va tutto bene nell’agricoltura italiana”, aprendo i riflettori syulla realtà di quanto sta accadendo e sul rischio grande che il Paese perda ulteriormente quello che rimane del suo patrimonio produttivo di lavoro nella terra e nel mare per convertirsi definitiva,ente in una piattaforma commerciale speculativa.
L’agricoltura italiana sta pagando il prezzo di scelte che favoriscono la liberalizzazione senza reciprocità, comprimono i prezzi alla produzione e aprono il mercato a prodotti realizzati con standard ambientali e sanitari inferiori. Accordi come il Mercosur rappresentano, per il COAPI, il simbolo di un modello che mette in concorrenza sleale chi rispetta regole rigorose con chi opera in contesti normativi meno stringenti.
Non è una battaglia di categoria. È una battaglia per il Paese. Senza agricoltura non c’è sicurezza alimentare, non c’è presidio del territorio, non c’è futuro per le aree interne.
La mobilitazione porterà richieste precise: esclusione dell’agricoltura dai trattati di libero scambio che generano dumping, reciprocità reale negli standard produttivi, tutela delle filiere strategiche, stop alla compressione dei prezzi all’origine, reddito dignitoso per chi lavora la terra e diritto al cibo sano e accessibile per tutti.
I trattori che entreranno a Roma non rappresentano solo una protesta, ma una proposta politica chiara: rimettere al centro chi produce il cibo e chi lo consuma.
Il 6 e 7 marzo Roma ascolterà la voce dei campi, dalle marinerie e dai laboratori del cibo, ospiterà l’incontro, il confronto con i cittadini e la ricerca del lavoro comune per difendere l’agroalimentare dei diritti.
L’agricoltura non è una moneta di scambio è un diritto dei popoli. Il cibo non è una merce. la Sovranità Alimentare non è uno slogan ma il diritto dei popoli e delle comunità a determinare cosa, come, chi e per chi l’agricoltura e la pesca devono garantire.

