Il 6 marzo Roma sarà la piazza degli agricoltori: Mondati lancia l’appello al Ministro

Signor Ministro Francesco Lollobrigida

Mi chiamo Alberto Mondati, sono il presidente degli Agricoltori Romani, e il 6 marzo guiderò una colonna di oltre trenta trattori che partiranno da Capena alle cinque del mattino. Attraverseremo la Salaria, la Tiburtina, Tor Vergata e l’Appia per arrivare alla cooperativa Nuova a Castel di Leva, dove confluiranno altri trattori provenienti da diversi territori del Lazio, anche dalla provincia di Rieti. Non sarà solo una manifestazione locale, ma una mobilitazione coordinata con tutti i principali gruppi di agricoltori italiani. La forza di questa protesta sta nell’essere uniti, nell’essere voce di chi ogni giorno lavora la terra e produce cibo per il Paese.

Il 6 marzo saremo a Roma con i nostri trattori, le bandiere e la voce di chi vive la crisi agricola in prima persona. Non siamo in piazza per una passerella, non è una protesta ideologica. È una richiesta di sopravvivenza, il grido di cittadini e lavoratori che rivendicano diritti riconosciuti anche a livello internazionale, come quelli sanciti dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle popolazioni rurali.

Ogni azienda agricola che chiude è un pezzo del Paese che scompare. È lavoro che sparisce, è territorio abbandonato, è sovranità alimentare che si indebolisce. Le piccole e medie imprese, spesso familiari, non reggono più l’aumento dei costi, la compressione dei prezzi e una concorrenza internazionale spesso sleale. Quando l’agricoltura italiana muore, a soffrirne non sono solo gli agricoltori: è tutto il Paese a perdere capacità produttiva e resilienza.

Per questo rivolgo un appello diretto a Lei, Sig. Ministro Francesco Lollobrigida: venga ad ascoltare questa piazza. Non in un contesto concertato con interlocutori compiacenti , non in un incontro selezionato, ma nella piazza dove si incontrano gli agricoltori che ogni giorno tengono in piedi il sistema alimentare del Paese. Le piazze non si scelgono in base a quelle che piacciono o fanno meno rumore. Le piazze si ascoltano tutte.

Il cibo non è una merce qualsiasi, non è un bullone da scambiare in una trattativa commerciale. Riguarda la salute dei cittadini, la sicurezza alimentare, la tutela del territorio, l’equilibrio delle aree interne e la sopravvivenza delle comunità rurali. Non chiediamo elemosine, non chiediamo privilegi. Chiediamo politiche concrete che difendano il reddito di chi produce, che tutelino le piccole e medie aziende, che favoriscano il ricambio generazionale e che proteggano la sovranità alimentare dell’Italia.

Il 6 marzo i trattori che partiranno da Capena e quelli che arriveranno da altri territori confluiranno a Castel di Leva per portare un messaggio chiaro: l’agricoltura italiana sta attraversando una crisi profonda e non può più essere ignorata. Chi lavora la terra ha voce, dignità e la forza di farsi ascoltare. È arrivato il momento che le istituzioni dimostrino coraggio, ascoltando tutte le piazze, non solo quelle che garantiscono consenso.

Io, Alberto Mondati, e gli agricoltori romani saremo lì per dire basta alla crisi, basta all’indifferenza e basta a un modello che svende il nostro lavoro. Il 6 marzo, Roma sarà la piazza degli agricoltori, e il Ministro deve essere presente per ascoltare chi resiste.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.